Filtri fotografici a lastra: ray masters "zero technology" ARTICLES

ON 22/02/2017

Quando due anni fa ho cominciato la mia collaborazione con l'azienda slovacca di filtri fotografici Ray Masters l'ho fatto perché le premesse erano quelle di poter collaborare con un'azienda giovane e composta da persone animate prima di tutto da una grande passione per il loro lavoro. Quella stessa passione che anch'io ogni giorno riverso nel mio lavoro, la fotografia. Quando hai passione non esiste la stanchezza, non esiste il freddo, i pesi si annullano di fronte ai grandi scenari della Natura, un pò come le fatiche di Roman e Jaroslav che si annullano di fronte alla loro smania di raggiungere uno scopo tanto sognato, quel prodotto di assoluta qualità.

 

Ed oggi, nel difficile mercato della fotografia (ma non solo), occorre per forza differenziarsi. Voler essere competitivi con una fotocopia non è arte, mettere sul mercato un prodotto già esistente non è innovazione. Ed eccomi quindi, dopo 700 giorni dal nostro primo incontro, a fare il punto su questa collaborazione, addirittura onorato per essere sul campo a provare in anteprima il loro prodotto di punta, quei filtri su cui tanto hanno creduto e che finalmente diventa realtà. Sappiamo bene che un filtro fotografico deve costare il giusto ma soprattutto deve evitare di aggiungere fastidiose dominanti alla nostra fotografia. Non possiamo accettare che il nostro scatto, frutto spesso di costose attrezzature, possa essere influenzato negativamente da uno di quei prodotti sui quali si è deciso di investire. E un prodotto, si sa, non può nascere perfetto, solo i continui studi possono portare a miglioramenti. Da qui ecco che i continui progressi e l'insistenza del produttore ci hanno consegnato un prodotto totalmente innovativo: la tecnologia "ZERO". Zero come la dominante presente in queste lastre, Zero come i fastidi che una foto deve comportare quando devi combattere in post-produzione contro queste alterazioni. Nella fattispecie voglio darvi la mia più sincera opinione in merito a questo prodotto, senza alcuna voglia di fare confronti, quelli sono rischiosi e possono alimentare inutili discussioni e dibattiti senza fine, (li lascio ai Guru e ai Nerd del caso).

 

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Semplicemente, ripeto, voglio esprimere la mia opinione su "Zero", dopo averli testati per 15 lunghi giorni nel recente viaggio in terra scandinava. In particolare mi sono soffermato sulle lastre fotografiche a sfumatura soft (sia nella misura 100x150 che nei 150x170) di gradazioni 4-8-16, cioè 2-3-4 stop... probabilmente i più comunemente utilizzati dai fotografi paesaggisti. In entrambi i casi i risultati sono stati sbalorditivi. Ma prima di passare ai risultati del test voglio spendere due parole sui filtri.

I filtri sono ancora prodotti in resina, per scelta dell'azienda. Hanno ovviamente le loro differenze rispetto a quelli in vetro, vi sono dei pro e dei contro. Tra i principali diciamo che i filtri in resina sono meno fragili di quelli in vetro, il rischio di rompersi è nullo in caso di caduta, mentre il vetro difficilmente si salverà ad una caduta accidentale. In quanto ai graffi occorre però stare molto attenti con i resina, i vetro invece ne subiscono meno gli effetti di un uso un pò sbadato, se non inevitabile col tempo. Il prezzo? Sicuramente più alto nel caso di quelli in vetro. La nitidezza, capitolo spinoso, può presentare dei cali in quelli in resina e difficilmente questo capiterà con un buon filtro in vetro. Ed è proprio qui la differenza e l'innovazione. Perchè non avere la possibilità di usare la comodità e il prezzo dei filtri in resina alle stesse qualità di quelli in vetro? Pare che la sfida di Ray Masters e l'uscita sul mercato di questo prodotto diventa oggi la giusta risposta a questa domanda! Non mi addentro nella spiegazione fisica (riflessioni e quant'altro), esula dal mio articolo, ma rimando volentieri i più curiosi a leggere il tutto sul sito ufficiale, nei prossimi giorni comparirà un articolo che spiegherà chiaramente ogni dettaglio.

Ed ecco alcune immagini eseguite sul campo, vi mostro sia il momento dello scatto (situazione registrata con iphone in diretta al momento dello scatto) che il file raw originale (come dimostrato da lightroom tramite il pannello storia inalterato). 

 

Foto numero 1... Lyngen Alps
Ray Masters Zero Technology # GND 8 soft 170*150 on Tamron 15-30

 

Foto numero 2... Senja
Ray Masters Zero Technology # GND 4 soft 170*150 on Tamron 15-30

 

Foto numero 3... Lyngen Alps
Ray Masters Zero Technology # GND 4 soft + GND 8 soft 150*100 on Zeiss Distagon 15mm

Qualora foste interessati ad approfondire sono disponibili i files RAW di queste immmagini. Richiedetemele con una mail a info@sysaworld.com.

Un saluto a tutti