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Aurora boreale: tutto quello che c'è da sapere ARTICLES

ON 16/01/2017

Fenomeno circondato da mistero e credenze popolari sin dai tempi passati, l'aurora boreale affascina chiunque abbia la fortuna di ammirarla. Come per altri fenomeni naturali, ad esempio un tramonto particolarmente acceso, anche per l'aurora boreale non ci si stanca mai, decisamente troppo unico e irresistibile lo spettacolo da potersene privare. Ho provato il mal d'Africa molti anni fa, eppure in cuor mio è più forte il mal d'Artico e proprio le luci del Nord ne sono il motivo scatenante.

Un fenomeno che riguarda la natura, la fisica e le scienze naturali, ma che è parte anche della cultura e della storia dei popoli del Nord. Per secoli Vichinghi, Inuit e eschimesi hanno considerato le aurore nei più svariati modi. Tra le altre: segni di natura divina, preludio a guerre o buoni auspici su nascite imminenti, lotte tra gli spiriti o il fuoco causato dalla coda della volpe mentre sfrega nella neve. Sicuramente le svariate forme in cui si manifesta hanno aiutato ad alimentare l'immaginazione nei popoli: archi, bande, chiazze, raggi, riccioli, pieghe, drappi, spirali, corone...

Apparenze diverse quindi, ma in realtà una sola causa.
Fisicamente le aurore si formano quando sciami di particelle cariche in arrivo dal sole collidono con gli atomi e le molecole che si trovano nella parte più esterna della nostra atmosfera.


Sono tre gli aspetti indispensabili per il realizzarsi di un'aurora:

 

IL SOLE

Il sole emette continuamente flussi di particelle. Questi sbuffi di gas sono chiamati Vento Solare, in esso sono presenti particelle cariche di energia: elettroni, protoni e ioni. Le particelle sono spinte nell’universo tramite le linee di campo magnetico solare e impiegano da 2 a 4 giorni per raggiungere la Terra*. Questo gas espulso dalla massa coronale varia nella sua intensità, il più intenso di questi fenomeni è chiamato Nube di Plasma Solare.
* è molto importante la velocità con il quale viaggia il vento solare. Essa è misurata in km/s e dalla sua velocità è facilmente calcolabile il tempo che impiegherà a raggiungere la Terra. Per esempio, essendo la distanza media Sole-Terra di 150.0000.000 di km e ipotizzando un vento solare che viaggia a 600 km/s avremo 150.000.000 / 600 / 60 / 60 / 24 = 2,89 giorni.


Un esempio di indice della velocità del vento solare in km/s
fonte: http://www.aurora-service.eu/aurora-forecast/

Come si può vedere dall’immagine qui sotto (ACE RTSW Estimated MAG & SWEPAM) vi sono vari parametri che sono misurati dal satellite Americano ACE (Advanced Composition Explorer) tra cui appunto lo “Speed” di cui si parlava. Vedremo successivamente cosa significano gli altri parametri indicati nel grafico ed in particolare cercheremo di capire quali tra questi vanno considerati se vogliamo anticipare l'arrivo di un’aurora boreale interessante.

fonte: http://www.aurora-service.org/aurora-forecast/


Tornando al satellite ACE è doveroso dire che esso si trova in orbita, sempre rivolto verso il sole e quindi posizionato di fronte al lato in luce della Terra. La sua posizione, denominata L-1, è a circa 1.500.000 km di distanza
dalla Terra, in una posizione perfetta tra Terra e Sole per far si che la gravità del nostro Pianeta e della nostra Stella controbilancino perfettamente per permettere un utilizzo minimo di propulsione per il satellite.
Se facciamo un piccolo ragionamento sul calcolo della distanza cui è posto questo satellite vedremo che, il vento solare, giunto a quel punto del suo viaggio, necessiterà solamente di un’ulteriore ora o anche meno per raggiungere l’atmosfera terrestre. Leggere questi grafici è quindi importante per sapere real-time cosa ci aspetta da lì a pochi minuti, a differenza di quanto ci può dire lo studio della superfice del sole e dei suoi eventi, più importanti per una protezione a due-tre giorni da avvenimenti su scala globale, come interruzioni sulle telecomunicazioni o altro.

 

Nessun Sunspot Vari Sunspots Coronal Hole

 

Dalle immagini qui sopra (fonte: http://spaceweather.com/) si possono fare previsioni a 2/4 giorni, comunque molto importanti, ma soggette a variazioni.

Le ultime immagini in tempo reale del sole sono disponibili qui: 
https://sohowww.nascom.nasa.gov/

 

IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE e L'ATMOSFERA TERRESTRE
All’interno della Terra vi sono ferro liquido e nickel che si comportano come un magnete gigante formando un campo magnetico, interamente composto da particelle. Il campo magnetico terrestre, si estende per decine di migliaia di chilometri oltre la superficie terrestre, facendo da scudo alla superficie della Terra dalle particelle cosmiche. È compresso dal lato del giorno (ovvero del Sole) a causa della forza delle particelle in avvicinamento, mentre è esteso dal lato della notte. Quando le particelle del vento solare collidono con quelle presenti nella nostra magnetosfera (questo avviene come detto nella parte illuminata dal sole) avviene l'accoppiamento che da origine alle aurore polari. Le linee magnetiche del nostro campo magnetico dirigono quindi le aurore verso l'area in ombra della Terra ed in particolare verso le regioni polari. 

Quando le particelle cariche del vento solare entrano nell'atmosfera, atomi e molecole di quest'ultima si caricano elettricamente, eccitandosi e liberando energia. Nel momento in cui tornano allo stato iniziale (orbita stabile) emettono un fotone (quanto di luce). Milioni di questi fotoni formano le aurore polari. In questa fase è però importante che il campo magnetico presente nelle particelle del vento solare sia opposto rispetto al campo magnetico terrestre, che sappiamo essere diretto verso il Polo Nord (seppur 41.000 anni fa puntava verso il Polo Sud e i cambiamenti attuali sembrano confermare una nuova inversione per il futuro). 

Ecco quindi il parametro che dobbiamo analizzare per capire se l'aurora sta per concretizzarsi. Il valore "Bz" la cui unità di misura è nT (nano Tesla, densità del flusso magnetico) deve avere valore negativo, in pratica avere un campo magnetico inverso a quello terrestre (verso sud).


fonte: http://www.aurora-service.eu/aurora-forecast/

Nel grafico "ACE RTSW Estimated MAG & SWEPAM" che vi ho inserito a inizio articolo, potete vedere il parametro Bz che è indicato con la linea rossa.

Tuttavia, una condizione in cui la direzione del campo magnetico solare e terrestre non saranno inverse, non permetteranno quella interazione necessaria a penetrare nell'atmosfera terrestre e quindi a formare un'aurora.

Uno dei problemi più difficili della fisica solare è conoscere la direzione di un campo magnetico in una espulsione di massa coronale (CME) sino a quando esso colpisce il satellite ACE di cui vi ho parlato prima. Pertanto non c'è modo di sapere esattamente e con largo anticipo se l'esplosione solare registrata dalla NASA (3-4 giorni prima) sarà un'aurora boreale abbagliante o un fiasco. Una delle cose belle, quando ci si reca a fotografare l'aurora boreale, è la non certezza di poter assistere a questo fenomeno, diventando quindi dei veri e proprio cacciatori della luce, chi avrà più pazienza e resistenza al sonno e al freddo potrebbe assistere alle aurore migliori, meteo permettendo! 

 

PREVISIONI: APPLICAZIONI E SITI INTERNET

Quindi, recandosi per una sola settimana in una regione soggetta all'aurora boreale e riuscire a fotografarla è piuttosto legato ad una fattore "fortuna", soprattutto nei periodi di scarsa attività solare. Saper però prevedere, come si usa fare consultando le previsioni meteo, una sua possibile apparizione ci permetterà di essere pronti, al posto giusto nel momento giusto.

Per questo motivo esistono molti strumenti (APP o siti internet) ai quali poterci affidare (solitamente con un abbonamento a pagamento) per ricevere dei veri e propri "Alert" personalizzati in base alla nostra posizione, che analizzano sia i grafici solari che le previsioni meteo.
Su tutti io vi consiglio questo: https://www.softservenews.com/

Una volta registrati, nel pannello di controllo, potrete registrare la vostra posizione e quindi il KP number ideale in base alla location dove vi recherete, ogni quanto riceverle ed in quale modo essere avvisati;  valutate di incrociare i dati con la copertura delle nuvole in quel momento.

Il KP number associato alle varie latitudini. Fonte: https://www.softservenews.com

L'ultimo grafico da tenere in considerazione, prima di potersi considerare dei cacciatori di aurore, è l'Ovation Map. L'immagine in real-time è disponibile a questo link ed ha una precisione di previsione nei 30 minuti a venire:  http://www.swpc.noaa.gov/products/aurora-30-minute-forecast

Qui invece una proiezione animata a 3 giorni:
http://www.swpc.noaa.gov/node/114

Ma cerchiamo di capire meglio il significato di questa immagine:

Il modello mostra l'intensità e la posizione dell'aurora prevista per il tempo indicato nella parte superiore della mappa, la quale come detto varia di 30 minuti rispetto all'orario di osservazione (in basso a destra). Il ritardo è dovuto, come già detto in precedenza, sulle attuali condizioni del vento solare che sono misurate dal satellite ACE alla distanza L1. Un ritardo di 30 minuti corrisponde a circa la velocità del vento solare 800 km / s eventualmente riscontrata in condizioni storming geomagnetiche. In realtà, i tempi di ritardo variano da meno di 30 minuti a un'ora o giù di lì per condizioni medie del vento solare.

Il lato soleggiato della Terra è indicato dal blu più chiaro dell'oceano e il colore più chiaro dei continenti. La linea di giorno-notte, o di terminazione, viene visualizzato come una regione che va dal chiaro allo scuro. Il bordo più chiaro è dove il sole è solo all'orizzonte. Il bordo più scuro è dove il sole è di 12 gradi sotto l'orizzonte. Si noti che l'aurora non sarà visibile durante le ore diurne; tuttavia, l'aurora può spesso essere osservata nel giro di un'ora prima dell'alba o dopo il tramonto, per i fotografi una condizione rara e molto spettacolare (provate ad immaginare un'aurora boreale all'ora blu !!). La linea rossa, che disegna un semicerchio intorno all'aurora, è posta ad una distanza di circa 1000 km dal punto dove si presume l'aurora assumerà la maggior intensità. Questo sta pertanto ad indicare quanto lontano potrà raggiungere il fenomeno ad eventuali spettatori sparsi per il globo.

Tornando alla mappa è importante infine leggere il numero presente nell'angolo a destra di ogni mappa. Si chiama Ovation hemisperic power ed è seguito dalle lettere GW. Più grande è il numero, migliore sarà il risultato.

Vi segnalo anche un'altro sito dal quale ricavare tutti gli indici di cui abbiamo parlato:  https://www.spaceweatherlive.com

 

I CICLI SOLARI

Ho accennato all'attività solare e alla possibilità di recarci in un momento di scarsa attività. E' doveroso dire che il sole ha un ciclo naturale che dura circa 11 anni. Il ciclo è contrassegnato con l'aumento e la diminuzione delle macchie solari, visibili macchie scure sulla superficie del sole. Le macchie solari sono aree della superficie del Sole più fredde delle circostanti, perciò appaiono più scure: si formano a causa di anomalie magnetiche. Il maggior numero di macchie solari in un determinato ciclo solare è quindi designato come "massimo solare". Il numero più basso è "minimo solare."

Gli scienzati monitorizzano queste macchie perchè possono essere l'origine delle più forti eruzioni sul sole, come brillamenti solari o espulsioni di massa coronale. Il minimo solare più recente si è verificato nel 2008, con il massimo solare nel 2013. Essendo il ciclo piuttosto regolare possiamo da queste immagini facilmente capire come le previsioni siano state piuttosto confermate. Quello che si rileva negli ultimi mesi è che il Minimo Solare dell’ultimo ciclo, il numero 24 da quando vengono registrati, è ormai prossimo.

Non significa che nel 2017 non ci saranno più macchie, ma che andranno via via scemando in numero e dimensioni fino al 2019-20 quando, presumibilmente, si toccherà il minimo. Il ciclo che sta per terminare è stato meno intenso rispetto ai precedenti e, secondo molti astronomi, i prossimi potrebbero essere ancora meno intensi. 

Misurazione ad Agosto 2014 con Previsione per Settembre 2014

Misurazione a Giugno 2016

Fortunatamente anche nei periodi di minimo solare le aurore boreali non vanno in letargo. Invece di avere fenomeni causati da importanti Solar Flares che causano le tempeste solari, avremo sempre la speranza che le aurore nascano grazie ad altre circostanze, come ad esempio il Coronal Hole che si è formato sul sole nei primi giorni del 2017, evidenziato da questa immagine

Per essere sempre aggiornati con notizie giornaliere sull'attività del sole consiglio questo ottimo sito:  http://spaceweather.com/

 

FOTOGRAFARE LE AURORE BOREALI

Molte volte, chi vede le mie immagini e non è mai stato sotto un cielo notturno nell'Artico, mi chiede se la foto è fedele a quanto ho potuto vedere con i miei occhi. Rispondere "SI" sarebbe un poco presuntuoso.

Le fotocamere infatti riescono a vedere meglio lo spettacolo soprattutto quando le aurore sono deboli. La luce più rossa, soprattutto, è spesso al limite di ciò che la retina umana possa raccogliere. Le fotocamere invece sono più sensibili, soprattutto se dotate di sensori moderni e se impostate con una lunga esposizione. E qui si apre un mondo su cui discutere.


Lyngen Alps - 3 marzo 2013 h.21.09 - 8 secondi a f / 2,8 @ ISO 1600
Uno scatto che presenta accenni di aurora con tonalità rosso-viola
 

In prima battuta vi invito a guardare alcuni dei miei scatti realizzati in questi anni in Norvegia, mia location preferita.

http://stock.clickalps.com/search=northern-lights@moiola

 

LE LOCATION

Sono molte le location nel mondo dove poter ammirare l’aurora boreale, tra quelle dell’emisfero boreale vi sono senz’altro i paesi Scandinavi ed in particolare alcune aree della Norvegia situate lungo l’Auroral Oval, quella fascia intorno al Polo dove si ha la maggior possibilità di avvistamento del fenomeno.
I luoghi paesaggisticamente più spettacolari si trovano senz’altro tra le Isole Lofoten, Senja, Tromso e le Lyngen Alps. Sono molto affezionato a questi luoghi pertanto li consiglio vivamente.


Tromsoe Fjord - 4 marzo 2013 h.22.38 - 20 secondi a f / 2,8 @ ISO 1600
Ovunque voi andiate date precedenza a luoghi con assenza di inquinamento luminoso. Considero infatti fastidioso avere luci di case e paesi nelle fotografie di questo genere. In questo caso è stato necessario un tempo di scatto abbastanza lungo a causa della debole presenza dell'aurora

 

Volendo poi aggiungere altre zone spostiamoci in Svezia, con le zone di Abisko e Kiruna. Oppure Finlandia, Rovaniemi e Kuusamo sono sicuramente le più famose, ma altrettanto spettacolari sono Muonio, Levi e Kittila. Meno battute dal turismo di massa sono la Russia, quindi la Siberia, o le Svalbard.

E poi l'Islanda, ovviamente. Se invece vogliamo cambiare continente non ci rimane che andare in Canada!

 

IL PERIODO MIGLIORE E GLI ORARI

Se ci troviamo a latitudini prossime al Circolo Polare Artico (66N), il periodo migliore per sperare di ammirare il fenomeno va da Settembre ad Aprile, indipendentemente da quale nazione nel mondo ci si trovi. Il tutto è strettamente legato al numero di ore di buio. E’ un errore comune pensare che l’aurora boreale si manifesti solo in certi periodi dell’anno. L’attività solare, che è la causa stessa del formarsi delle aurore, può verificarsi in qualunque momento, ma è solo in condizioni di buio che può essere visibile. Nonostante però in Dicembre sopra il circolo polare artico si raggiungano le 24 ore di buio al giorno, condizione teoricamente ottimale per l’avvistamento delle Aurore, a livello fotografico è in genere preferibile scegliere i vicini mesi di Ottobre/Novembre e Gennaio/Febbraio al fine di poter avere anche delle ore di luce radente seguite da lunghe pause crepuscolari. Già prima dicevo che le fotografie più interessanti (parere personale) sono quelle scattate all'ora blu, un risultato di altro fascino a confronto degli scatti in notte fonda.

Potete studiare al meglio le ore di luce prima di intraprendere un viaggio collegandovi ad uno di questi siti:

METEO SM : http://www.meteo.sm

Time and Date : https://www.timeanddate.com

 

Ma c'è un orario migliore per poter ammirare l'aurora boreale?
Se sapessi rispondere a questa domanda sarei un uomo ricco!

Negli anni ho avuto modo di leggere diverse versioni sull'argomento. Avendo vissuto sulla mia pelle diverse esperienze, più o meno intense, posso tranquillamente dire che ogni teoria è stata smentita dalla Natura !
In primo luogo dicevamo, per vedere l'aurora boreale, il cielo deve essere scuro. Questo esclude subito le ore di luce, ma non le ore crepuscolari.
Una volta che scende il buio, l'Aurora può essere visibile in qualsiasi momento del giorno. Il segreto per vedere l'aurora boreale è la pazienza. Più ne avrete e più ne vedrete, possibilmente rimanendo fermi nel luogo prescelto e senza girare all'impazzata per poi doversi fermare nel posto sbagliato nel momento migliore della notte.

 

LA PRESENZA DELLA LUNA

Fotografare l’aurora boreale con o senza Luna è una questione di scelta. Personalmente amo la presenza della luna nelle fotografie invernali. Vivendo in montagna ho imparato negli anni a capire che l'accoppiata neve-luna sono un motivo di assoluto fascino. L'aurora diventa quindi il soggetto che completa il quadro del nostro Landscape. 
Provate anche ad includere la luna nello scatto!


Flakstad, isole Lofoten - 31 gennaio 2015 h.22.41 - 3,2 secondi a f / 2,8 @ ISO 2500
Grazie alla presenza della luna il paesaggio innevato risulta illuminato a giorno, rendendo l'immagine luminosa e colorata. Ho potuto tenere l'esposizione piuttosto ridotta e il risultato sono forme dell'aurora piuttosto congelate


Programmate quindi il vostro viaggio in ogni minimo particolare, luna compresa! I siti che ho indicato sopra per il calcolo delle ore di luce vi daranno anche informazioni riguardo la presenza della luna.

 

L'ATTREZZATTURA. IL CORREDO DEL FOTOGRAFO

Ponendo di trovarci al posto giusto nel momento giusto ora viene la parte iù importante, saper scattare nel modo migliore. L'attrezzatura innanzitutto, che deve essere adeguata alle condizioni per essere certi che lo “scatto giusto” non ci sfugga dalle mani. Come per la fotografia notturna in generale, avere un corpo macchina che sopporti bene gli alti ISO (almeno 1600 con luna piena) ed avere una lente grandangolare luminosa (consigliamo le lenti con apertura massima f/2,8) può fare la differenza per il risultato finale della nostra fotografia. Anche un buon cavalletto stabile è essenziale, considerando che spesso lo si dovrà fissare nella sabbia o nella neve, o addirittura nel ghiaccio. Tutte superfici poco amiche del fotografo. Per non parlare del vento, che può diventare un vero nemico non solo nelle lunghe esposizioni. Infine, anche il proprio abbigliamento può fare la differenza. Se il freddo pungente diventa un impedimento serio, perderemo occasioni importanti per le nostre fotografie. Fondamentali dunque indumenti caldi e impermeabili, che non ostacolino i movimenti ma ci permettano di rimanere per ore a temperature anche molto rigide. Io mi affido ai seguenti produttori, di cui sono testimonial, per il mio vestiario e accessori vari:

VESTIARIO : Rock Experience
GUANTI : The Heat Company
SCARPONI : Diotto
RAMPONI : Nortec
ACCESSORI, TENDE, CIASPE : Ferrino

 

IL TEMPO DI SCATTO

A volte dunque l’attrezzatura adeguata può davvero fare la differenza , ma per tutto il resto è solo la nostra scelta a determinare il risultato finale dello scatto. Se consideriamo, ad esempio, il movimento dell’aurora, questo varia in base alla sua intensità. Quando si assiste ad un’aurora boreale molto intensa (ad esempio KP5) vedremo il vento solare che danza velocemente sopra la nostra testa….in questo caso potremmo optare per uno scatto rapido ad ISO elevati, al fine di “congelare” il movimento dell’aurora. Una lunga esposizione, al contrario, può invece conferire al movimento dell’aurora un appeal più fluido e surreale, permettendoci al tempo stesso di ottenere anche una migliore illuminazione del suolo.


Svensby Lyngen Alps, 9 marzo 2013 h.01.39 - 5 secondi a f / 2,8 @ ISO 2000
Quando l'indice (KP) dell'aurora è piuttosto elevato (KP 3-4) è possibile congelare il movimento con tempo di scatto da 1 a 5 secondi.



Gymsoya, isole Lofoten - 3 febbraio 2015 h.21.47 - 1,3 secondi a f / 2,8 @ ISO 3200
In questo caso ho tenuto un'esposizione rapida per congelare questo spot improvviso di aurora, la quale presentava una forma davvero interessante. Non abbiate paura nell'alzare l'ISO, la presenza della luna aiuterà a produrre un istogramma comunque luminoso.

 

Jaegervatnet, Tromsoe - 3 marzo 2013 h.23.35 - 15 secondi a f / 2,8 @ ISO 2500
Possiamo anche optare per una lunga esposizione qualora vogliamo disegnare maggiormente il cielo con l'aurora boreale, anche in presenza di eventi molto forti. Inoltre, quando la luna sarà tramontata diventa obbligatorio aumentare il periodo di esposizione, quantomeno una volta raggiunto il limite degli ISO della nostra fotocamera.

 


Eliassen Rorbuer, Hamnoy, isole Lofoten - 31 gennaio 2015 

Azzardate anche immagini composite! Potete ottenere risultati unici ed originali tramite immagini panoramiche o focus stacking. Non è poi così impossibile nemmeno con un soggetto in movimento: provare per credere!

 

I COLORI E LE FORME DELL'AURORA

E chiudo questo articolo ricordandovi che le Northern Lights possono assumere svariate forme e colori, possono rimanere per ore o svanire nel giro di pochi minuti. Siate pronti con la vostra fotocamera settata, pronta a "sparare" con il tempo di scatto desiderato e l'inquadratura decisa a priori.
Il colore dell'aurora dipende da quale gas viene eccitato dagli elettroni e da quanta energia viene scambiata durante il processo che ho spiegato ad inizio articolo. L'ossigeno emette sia una luce giallo-verde (il colore più
familiare nell'aurora) o una luce rossa; l'azoto infine emana una luce blu. 
Anche l'altezza è determinante: al di sotto dei 120 chilometri, l’aurora assumerà un colore blu o viola; tra i 120 e i 180 chilometri avrà un colore verde scuro; al di sopra dei 180 chilometri si avrà un colore rosso intenso.
In merito alle forme, invece, gli scienziati stanno ancora cercando di rispondere al perchè e come si formino le varie apparizioni nelle più svariate forme. La forma comunque dipende da dove nella magnetosfera provengono gli elettroni e il cosa ne causa la precipitazione nell'atmosfera. Fatto sta che , se saremo abbastanza fortunati, potremo ammirarne diversi tipi in una sola notte.

Riporto un elenco delle varie forme, preso dal sito Racine:

Forma ad arco (A): corrisponde alla forma più comune, tipica dei periodi con bassa attività solare. Appare come un nastro luminoso in apparenza allineato ad un parallelo geomagnetico lungo fino a numerose migliaia di chilometri, con dimensione trasversale di qualche decina di chilometri e con spessore che varia da 200 m a qualche chilometro.

Forma a banda (B): Tipica dei periodi di attività solare medio-bassa. Formata da un arco con ampie pieghe serpeggianti.

Forma a chiazza (P): Formata da piccole regioni di luminosità. Ha una colorazione bianca.

Forma a raggio (R): Tipica dei periodi con elevata attività solare. I raggi si allineano lungo il campo magnetico terrestre e le variazioni di forma avvengono velocemente. La lunghezza dei raggi può arrivare a parecchie centinaia di chilometri.

Forma a velo (V): Caratterizzata da luminosità uniforme che copre una gran parte del cielo.

Forma a ricciolo: Deriva da una rotazione in senso antiorario. Ha un diametro compreso tra 1 e 5 chilometri.

Forma a piega: Si presenta come una curva a forma di S.

Forma a drappeggio: Formata da una banda a lunghi raggi con delle pieghe.

Forma a spirale: Si verifica durante condizioni disturbate.

Forma a corona: Compaiono nei periodi di massima attività solare. Appaiono come un cerchio luminoso in corrispondenza dello zenith. Si muove e cambia molto velocemente.

Forma a tenda: La larghezza delle bande e la lunghezza dei raggi occupa quasi tutto il cielo. La sua intensità varia molto velocemente.

Buona aurora a tutti.
Roberto Moiola, fotografo

Ricciolo-spirale
 
Banda
 
Tenda Drappeggio